Showing posts with label ecologia. Show all posts
Showing posts with label ecologia. Show all posts

November 6, 2012

E' meglio fidarsi di uno sconosciuto che di un amico



(logo temporaneo)


E' nata una nuova idea di viaggiare: più smart, più ecologica e leggera! Se vi sentite più viaggiatori che turisti e avete fiducia nel prossimo, questa neonata applicazione potrebbe fare al vostro caso. 

Non sarebbe affatto male se si potesse viaggiare con meno bagagli avendo la possibilità di trovare a destinazione tutto quello di cui avete bisogno (e per di più gratis), vero?

Io, insieme ad altri due amici (Luca Martera ed Emilio Vacca) abbiamo cominciato a pensarci quest'estate e questo è quello che è uscito fuori. L'idea ha preso forma lentamente, dopo la lettura di una serie di articoli sul baratto e la sharing economy: in un periodo come questo, in cui la crisi si fa sentire in tutto il mondo e in tutti i settori, pensare alla condivisione di servizi, beni e favori quando si viaggia, tra persone diverse in paesi diversi, e quindi cercare di risparmiare dove si può, ci sembrava molto interessante. Abbiamo subito controllato se ci fosse già qualcosa del genere sul web, ma ci siamo meravigliati quando ci siamo accorti di essere stati i primi a pensarci. 


E' vero che alcuni servizi, singolarmente, già esistono, come il famosissimo Couchsurfing, per esempio. Ma la nostra idea è più complessa e completa e la novità è proprio nel racchiudere in una app, una rete di persone e una serie di servizi che aiutano chi è in viaggio. 

Purtroppo non è ancora disponibile sul mercato perché la stiamo testando, ma ci faceva piacere cominciare a parlarne in giro perché a noi sembra una bellissima idea. 

Se volete darci un'occhiata e partecipare, in via totalmente anonima, ai due sondaggi che trovate sul lato sinistro, ecco l'indirizzo del blog (in inglese e italiano) che abbiamo aperto questa mattina per farla conoscere al mondo! 






Qui poi, c'è la versione italiana inglese del video di dimostrazione di cosa la nostra app sarà in grado di fare nel prossimo futuro.

April 29, 2012

Il 28 aprile l'Italia ha cambiato strada

ma soprattutto mezzo di trasporto ...ed è stato bello essere presenti al cambiamento! 










April 17, 2012

La bicifestazione a Roma del 28 aprile

Riprendo a scrivere su questo blog, abbandonato colpevolmente da troppo tempo, per parlare di un argomento che ultimamente mi sta molto a cuore: l'uso della bicicletta in città.

Da qualche settimana, dopo averci pensato a lungo, ho comprato una bicicletta usata e ho cominciato a usarla per andare al lavoro. Questo bel mezzo ecologico e pulito mi è sempre piaciuto ed è stato il mio compagno di giochi in tutta la mia infanzia, quando con gli amici di allora, inventavamo storie da giocare in sella, senza quasi mai smontare... Arrivata l'età adulta, con lo studio prima e il lavoro poi, la bicicletta l'ho gradualmente abbandonata, fino a non usarla più del tutto.

Ora, da un po' di anni, vivo in un piccolo monolocale in affitto (chi seguiva questo blog lo sa) e la bicicletta, sebbene sia rimasta sempre nei miei pensieri, non potrebbe mai entrare in quel buco che chiamo casa, pena la mia uscita. Così ci ho rinunciato. Ultimamente però, che di biciclette ne stanno cominciando a circolare parecchie anche a Roma, nonostante i suoi sette colli e scarse piste ciclabili, ho pensato che avrei potuto riprovarci comprandone una usata e lasciandola sotto casa e, se l'avessero rubata, pazienza, non sarebbe stata una grande perdita. E così ho fatto e sono molto contenta della mia decisione!



Quindi, questo lungo preambolo era per parlare della bicifestazione, la prima, che si terrà a Roma il 28 aprile, per sensibilizzare e chiedere maggiori tutele per i ciclisti e per i pedoni e per rendere le città più vivibili e meno pericolose.



L'iniziativa nasce in Gran Bretagna, dal Times di Londra, col titolo "Cities fit for cycling" e le due manifestazioni saranno in contemporanea.



Io il 28 andrò a fare massa (molto critica) e spero che la partecipazione sia davvero massiccia, da tutta Italia.






“voglio liberarmi dal traffico
voglio smettere di essere ostaggio del prezzo della benzina
voglio sentirmi libero di vivere la città
voglio vedere la gioia dei miei figli mentre giocano in strada
voglio più spazio per vivere
voglio città a misura di bicicletta
io il 28 aprile ci sarò.”


September 4, 2011

sei un blogger? Pianta un albero!

C'è un sito che sta promuovendo l'iniziativa di piantare un albero per ogni blogger o proprietario di sito web che si iscrive. E' gestito da DoveConviene.it, società che offre il servizio di sfoglio di volantini pubblicitari digitali su piattaforme come pc, tablet o smartphone, evidenziando le migliori offerte sul mercato delle maggiori catene della grande distribuzione su: elettronica, arredamento, bricolage, food, abbigliamento, viaggi, discount e cura del corpo e della casa. Questa società ha trasformato i volantini di carta in volantini digitali, aiutando a risparmiare carta e salvare gli alberi, e adesso vuole aiutare anche a piantarne di nuovi.

La trovo un'iniziativa molto carina: io che ogni volta che faccio un viaggio in aereo cerco di compensare il mio inquinamento con qualche azione ecologica attraverso Lifegate-ImpattoZero o direttamente sui siti delle compagnie aeree, l'ho subito fatta mia.

In questo caso davvero non costa nulla, chiedono solo di scrivere un post che pubblicizzi l'iniziativa, avvertirli attraverso una mail e loro fanno tutto il resto.

Ma come fa un solo albero a neutralizzare la produzione di CO2 del blog?

Prendo dal sito un po' di informazioni: Secondo il Dr. Alexander Wissner-Gross, attivista ambientale e fisico di Harvard, scrivono, un sito web produce una media di circa 0,02 g di CO2 per ogni visita. Calcolando circa 15.000 pagine visitate al mese (il mio un po' meno, ma comunque...), questo si traduce in 3,6 kg di CO2 l’anno. Questa produzione è legata soprattutto al funzionamento dei server che controllano siti web e blog.
Ora, la Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) ha calcolato che un albero assorbe ogni anno in media circa 10kg di CO2. I promotori di questa iniziativa hanno considerato prudentemente 5kg l’anno per ogni albero.

In questo modo, poiché un albero vive mediamente 50 anni, ho ancora parecchio tempo davanti a me per poter scrivere tranquillamente sul mio blog!

Qui c'è anche dettagliatamente la spiegazione su dove vengono piantati gli alberi. Copio un estratto: Doveconviene.it pianta con te e il tuo blog degli alberi in partnership con www.iplantatree.org, iniziativa ecologica tedesca che ha già realizzato opere di riforestazione in diverse aree. Al momento, il progetto di riforestazione attivo al quale partecipiamo - e partecipi anche tu con il tuo blog - è dislocato a Göritz e gli alberi che stiamo piantando sono querce.

Insomma, l'iniziativa è seria e se anche voi avete a cuore l'ambiente come me, questo è davvero un piccolo contributo che non costa niente, giusto il tempo di scrivere questo post, e farete del bene alla natura, a voi stessi e all'aria che respiriamo tutti.



March 16, 2010

La prossima domenica al CAE


Ogni terza domenica del mese la Città dell'Altra Economia, ospita l'iniziativa L'Altradomenica e Biomercato. Questa particolare 'città' si trova a Roma in Largo Dino Frisullo (Testaccio), nei locali e negli spazi del Campo Boario dell'ex mattatoio.

Per saperne di più:
http://www.altradomenica.org/index.php/cose-laltra-domenica

August 19, 2009

Ecco il primo cellulare a energia solare

La più importante azienda delle telecomunicazioni mobili del Kenya, la Safaricom, ha lanciato sul mercato "Simu ya Solar" il primo cellulare con ricarica a energia solare. Ma l'elemento ecosostenibile non si ferma a questo: l'apparecchio è stato anche costruito con materiali riciclati. Una vera rivoluzione in un paese in cui il sole è in abbondanza e spesso nelle zone rurali le prese elettriche scarseggiano se non sono del tutto inesistenti. E costa solo 28 euro!

(foto presa dal sito di Repubblica)

July 17, 2009

Il forno a energia solare


Ne aveva già parlato Marco nel suo blog 'Consumo Meno' un po' di tempo fa (qui il suo articolo: http://consumomeno.blogspot.com/2009/06/forno-solare-costruirlo-o-acquistarlo.html). Oggi ho trovato questo articolo sul sito di Repubblica e ve lo propongo volentieri:

Invenzioni: il forno a energia solare è l’idea più “verde” (di Alessio Balbi).
Costato cinque dollari salverà foreste e bambini. Il “Financial Times” premia i brevetti ecologici.

Chi l'ha detto che sostenibilità ambientale significa per forza investimenti miliardari e anni di ricerche? Con cinque dollari e un weekend di lavoro, un inventore norvegese trapiantato in Kenia ha costruito un forno a energia solare che ha il potenziale per salvare ettari di foreste e cambiare concretamente la vita di milioni di persone nei paesi in via di sviluppo. E ha guadagnato anche 75 mila dollari per trasformare la sua idea in un prodotto commerciale. Jon Bohmer, di Nairobi, ha vinto l'FT (Financial Times) Climate Change Challenge, ultimo di una serie di premi pensati per incentivare le innovazioni nel campo della sostenibilità ambientale.
Le idee di maggior successo sono spesso quelle presentate da inventori solitari e poveri di mezzi. L'anno scorso Shawn Frayne, un 28enne californiano, si è aggiudicato il Breakthrough Award della rivista Popular Mechanics presentando il Windbelt, un generatore eolico portatile più efficiente di quelli a turbina, pensato per alimentare le case dei poveri. Al posto delle ingombranti pale, il Windbelt ha una membrana che al passaggio dell'aria vibra tra due bobine. Oggi il giovane Shawn ha una sua azienda per la commercializzazione del dispositivo.
L'idea del norvegese Bohmer è ancora più semplice e affascinante. Si tratta di due scatole di cartone, infilate una nell'altra. Quella esterna è foderata di carta argentata, quella interna è dipinta di nero. Messo al sole, questo rudimentale forno si riscalda quel che basta per far bollire litri d'acqua e cuocere il pane. Il dispositivo può essere prodotto in qualunque scatolificio con costi irrisori, senza bisogno di modificare i macchinari. Una fabbrica di Nairobi già prevede di confezionarne due milioni e mezzo di esemplari in un mese. In termini pratici, la diffusione del forno solare potrebbe significare la salvezza per milioni di bambini africani che ogni anno muoiono per aver bevuto acqua infetta. Inoltre, abbattendo la necessità di legna, potrebbe ridurre il problema della deforestazione.
«Ci sono scienziati che lavorano per mandare la gente su Marte», dice Bohmer con una punta di orgoglio. «Io ho cercato qualcosa di più semplice e popolare». Bohmer ha battuto la concorrenza di altre trecento idee ammesse al concorso.
Tra i finalisti, un copriruota per furgoni e camion che, riducendo l'attrito, taglia del 2 per cento i consumi di carburante, e un nuovo tipo di tegola cava che rimpiazza i condizionatori espellendo l'aria calda dagli ambienti invece che pompando aria fredda all'interno. Il tentativo di diffondere forni solari nei villaggi africani va avanti da decenni, ma finora si è basato soprattutto sul fai-da-te. L'innovazione di Bohmer promette di espandere il progetto su scala industriale: «Saremo la Volkswagen dei forni solari», dice. L'invenzione è stata significativamente ribattezzata "Kyoto Box", in omaggio al protocollo sul taglio delle emissioni. Si calcola che, con il forno solare, una famiglia potrebbe produrre fino a due tonnellate di CO2 in meno ogni anno.

May 7, 2009

Che cos'è il PIEDIBUS?

Lo avevo letto un po’ di tempo fa e l’idea mi era piaciuta davvero tanto. Ora, con l’occasione che da maggio anche Ciampino (Roma) ha il suo “Piedibus”, vorrei farlo conoscere a chi non ne ha sentito ancora parlare.
Il “Piedibus” è uno scuolabus senza bus: è un autobus umano che va a piedi, formato da una carovana di bambini “passeggeri” che vanno a scuola in gruppo e accompagnati da due adulti, un “autista” davanti e un “controllore” che chiude la fila. E’ un’iniziativa che parte dal Nord Europa e che man mano si sta diffondendo in tutto il mondo e da qualche anno è arrivata anche qui in Italia. Le regioni più sensibili ai temi ambientali e che hanno già questo tipo di servizio sono come al solito quelle del nord Italia: Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Toscana, Veneto, Sardegna e, da maggio, è arrivato timidamente anche nel Lazio, per ora in una sola località, Ciampino, a sud di Roma.

Per fare movimento
Imparare a circolare
Esplorare il proprio quartiere
Diminuire traffico e inquinamento
Insieme per divertirsi
Bambini più allegri e sicuri di sé
Un buon esempio per tutti
Svegliarsi per bene e arrivare belli vispi a scuola

Il Piedibus, come un vero autobus di linea, parte da un capolinea e seguendo un percorso stabilito raccoglie passeggeri alle “fermate” predisposte lungo il cammino, rispettando l’orario prefissato. Viaggia col sole e con la pioggia e ciascuno indossa un gilet rifrangente… Il Piedibus può nascere in ogni scuola dove ci siano genitori disponibili.

Per maggiori informazioni questo è il sito internet: http://www.piedibus.it/